La storia

Il ricamo Bandera si sviluppò principalmente alla fine del 1600 in Piemonte, presso le dimore Sabaude, nei castelli patrizi e presso le ville d'alta borghesia. Il nome deriva probabilmente dalla Casa Bandera di Chieri produttrice di un tessuto di cotone molto resistente, di colore avorio, talora liscio, a righetto o a nido d'ape, sul quale le nobildonne ricamavano mazzi di fiori e trofei di frutta, abilmente intrecciati con bei fregi e volute barocche.Il filato principalmente usato era la lana nelle tonalità del blu, del rosa e del giallo. Le tempestose vicende dell'impero napoleonico fecero, purtroppo, appassire le belle abitudini delle nobildonne e andarono parzialmente, o del tutto, distrutti i fastosi ricami che erano stati nobile vanto delle antiche case piemontesi. Fortunatamente all'inizio del '900, la Contessa Sofia di Bricherasio volle far rivivere in tutto il suo splendore il bel ricamo settecentesco ed incentivò il rinascere di scuole di ricamo Bandera ed il recupero e restauro delle opere danneggiate, raccogliendo fanciulle colte e laboriose delle più note scuole professionali torinesi. Grazie a loro ed alle scuole che nacquero in seguito, oggi possiamo ammirare le opere che si trovano nel palazzi di Torino e del Piemonte.